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Quattro chiacchiere con...

Verdmont: soggiorno, cooking class ed esperienze nel Monferrato

Verdmont: dove l’esperienza diventa casa

Nel cuore del Piemonte, tra le colline del Monferrato, esiste un luogo che non è solo una location, ma un modo diverso di vivere il territorio.

Verdmont nasce da una visione precisa: creare uno spazio autentico, sostenibile e accogliente, dove ogni esperienza ha un significato.

Qui non si viene semplicemente per soggiornare. Si viene per vivere.

Dalle cooking class alle degustazioni, come la wine experience,  dai momenti di relax nella natura alle esperienze legate al territorio, tutto è pensato per creare connessioni vere: con il luogo, con le persone e con ciò che si sta vivendo.  

Le esperienze proposte si adattano anche a contesti più strutturati, come gli eventi aziendali, quando l’obiettivo è creare connessioni reali tra le persone.  Non si tratta semplicemente di organizzare un evento, ma di costruire un’esperienza autentica, in cui le persone partecipano davvero.

Dietro questo progetto c’è Ariella Kristianson, fondatrice di Verdmont, che negli anni ha costruito una realtà capace di unire ospitalità, sostenibilità e cultura del territorio in modo naturale e coerente.

L'INTERVISTA

Intervista ad Ariella Kristianson – Verdmont

Da quanto tempo vivi in Italia e cosa ti ha portato a creare Verdmont?

Vivo in Italia da 16 anni. L'idea di Verdmont è nata da una necessità personale: come famiglia numerosa con quattro figli, era sempre una sfida trovare luoghi ampi, ben attrezzati e con una forte identità estetica. Ho deciso di creare io stessa ciò che cercavo: un’accoglienza basata sullo stile, sul gusto e sulla cura del dettaglio, pensata per chi non vuole scendere a compromessi tra spazio e bellezza.

Verdmont non è solo una struttura ricettiva. Come definiresti oggi il tuo progetto?

Oggi Verdmont è un’esperienza condivisa. È il punto di incontro tra la ricchezza del territorio piemontese e la nostra filosofia di vita. Non offriamo solo un letto, ma un invito a rallentare e a connettersi con un modo di vivere più autentico.

Qual è stata la sfida più grande nel costruire una realtà come Verdmont nel tempo?

La sfida iniziale è stata la solitudine burocratica; inizialmente c'era poca visione strategica o supporto a livello regionale per progetti innovativi come il nostro. Abbiamo dovuto costruire la nostra credibilità un passo alla volta, dimostrando che il turismo di qualità nel Monferrato era possibile e necessario.

Uno degli elementi centrali del tuo progetto è la sostenibilità. Cosa significa per te applicarla davvero, ogni giorno?

Per me la sostenibilità è una visione d'insieme composta da mille gesti concreti. Siamo partiti dall'efficienza strutturale — pannelli solari, induzione, stazioni di ricarica per veicoli elettrici — ma andiamo molto oltre.   Seleziono i fornitori in base al loro impatto sul futuro: il nostro mulino di fiducia, ad esempio, non solo usa grani antichi e biologici, ma opera interamente con energia solare. Anche nei dettagli più piccoli, come il sapone o i prodotti per la pulizia, bandiamo l'olio di palma, la candeggina e la plastica superflua. È una catena in costante evoluzione verso il "meglio".

Le cooking class sono una delle esperienze più richieste. Cosa succede davvero durante queste attività?

Non è solo una lezione di cucina; è un rito sociale. Trasmetto agli ospiti la consapevolezza di ciò che mangiano, la storia dei prodotti d'eccellenza e il legame profondo con la terra. Inoltre, aggiungo il mio tocco da Sommelier: le radici del vino qui in Piemonte sono profonde e adoro guidare le persone alla scoperta degli abbinamenti perfetti che celebrano il nostro terroir.

Che tipo di persone scelgono Verdmont? Più viaggiatori, aziende o piccoli gruppi privati?

Riceviamo una varietà bellissima di ospiti proprio perché la nostra offerta è volutamente eterogenea. Abbiamo creato una gamma di accoglienza che parla a desideri diversi: sul nostro terreno convivono l'avventura poetica delle nostre esperienze all'aperto (le 'bolle' sotto le stelle) per chi cerca una connessione totale con la natura, e l'esclusività dei nostri appartamenti di lusso per chi desidera il massimo del comfort e dello stile.  Questo ci permette di ospitare dai viaggiatori individuali in cerca di ispirazione, ai piccoli gruppi privati che celebrano un momento speciale, fino alle aziende che scelgono Verdmont per ritrovare una dimensione umana e autentica lontano dall'ufficio. Chiunque venga, trova lo spazio perfetto per la propria idea di benessere.

Quanto è importante per te il legame con il territorio e con i produttori locali?

È vitale. Conosco personalmente ogni piccolo produttore che seleziono; c'è un rapporto di stima e allegria reciproca. Credo fermamente che il turismo debba essere un volano per tutti: portare i nostri ospiti a scoprire prodotti di nicchia significa supportare l’economia reale di chi cura queste colline.

Oltre alle esperienze in struttura, cosa consigli a chi visita Acqui Terme e il Monferrato per la prima volta?

Dico sempre di andare a camminare tra le colline: è un lusso gratuito e rigenerante. Il mio panorama preferito? I vigneti a perdita d'occhio con l'austera catena delle Alpi spolverata di neve sullo sfondo. È uno spettacolo che non stanca mai. Trovate una Big Bench (Panchina Gigante), sedetevi e lasciate che la bellezza faccia il resto.

Molte delle tue esperienze sono pensate per piccoli gruppi. Perché hai scelto questo approccio più intimo?

Perché ogni persona merita attenzione, cura e ascolto. In un mondo sempre più industrializzato e standardizzato, l'accoglienza personalizzata diventa un atto di resistenza. Economicamente i grandi numeri pagano di più nell'immediato, ma io scelgo la qualità della relazione. La personalità e il calore umano saranno il vero lusso del futuro.

Cosa diresti oggi a una persona giovane che sogna di costruire un progetto come il tuo?

Abbi il coraggio di essere "fuori dal coro". Non aver paura di rompere gli schemi e di insistere sulla tua visione, anche quando gli altri non la capiscono subito.

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