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Ci sono artisti che scelgono una sola forma espressiva. E poi ci sono performer che sentono il bisogno di unire più linguaggi per creare qualcosa di completamente nuovo.
È il caso di Beatrice Di Salvio, artista multidisciplinare che ha dato vita al progetto Canto Aereo, una performance che unisce canto dal vivo e danza acrobatica su tessuto aereo in un unico spettacolo suggestivo e coinvolgente.
Cantante, performer e acrobata aerea, Beatrice porta sul palco una forma di spettacolo poco convenzionale, capace di unire eleganza, tecnica e grande impatto emotivo.
Durante la performance, la voce e il movimento diventano parte della stessa narrazione: mentre la musica prende vita dal vivo, il corpo si muove tra i tessuti sospesi nell’aria, creando immagini sceniche che catturano immediatamente l’attenzione del pubblico.
Il risultato è un momento quasi sospeso, in cui la dimensione visiva e quella sonora si fondono in un’esperienza capace di coinvolgere profondamente chi assiste.
Canto Aereo nasce proprio da questa ricerca: trasformare una performance artistica in un’emozione completa, dove canto e movimento dialogano tra loro.
Questo tipo di spettacolo dimostra quanto oggi la differenza tra evento ed esperienza sia sempre più importante nell’organizzazione degli eventi.
Una proposta perfetta per eventi che vogliono distinguersi: matrimoni, serate di gala, eventi aziendali, spettacoli tematici o eventi personalizzati.
Abbiamo fatto qualche domanda a Beatrice per scoprire meglio come nasce questo progetto e cosa significa portare la musica… letteralmente in volo.
Ciao a tutti gli amici di Vibes Planner.
Io nasco come cantante, figlia di una cantante classica e docente di Conservatorio. Con lei inizio a formarmi tecnicamente; mi ha sempre assistito e guidato mentre iniziavo a esibirmi dal vivo giovanissima. Fin da subito ho abbracciato esperienze diverse, dal teatro alle sale di registrazione, dalle party band ai duo acustici, dai brani inediti alle partecipazioni in tv locali e nazionali.
Ho sempre amato anche la danza, e dopo tanti anni di ginnastica ritmica, modern jazz e yoga, sono approdata alla danza aerea su tessuto. Ben presto alcuni colleghi mi hanno suggerito l’idea di abbinare le due arti, ma la trovavo impraticabile per la mancanza di verticalità corporea e il grande sforzo fisico e respiratorio che l’acrobatica aerea richiede.
Poi però ho vissuto degli incontri artistici che mi hanno fortemente motivata e incoraggiata, e ho voluto provare. Così, tentando i primi movimenti cantati, è nata la coreografia d’esordio e ho deciso che questa disciplina si sarebbe chiamata Canto Aereo. Per me rappresenta il coronamento di un lungo percorso di formazione e la massima espressione del mio potenziale attuale.
Non è stato banale capire come gestire respiro, emissione vocale e movimento. In alcuni casi la coreografia è stata più volte modificata per assecondare le mie necessità di respiro o di riposo. Ovviamente con la pratica ho imparato ad assecondare con più velocità certe necessità.
Durante l’anno mi tengo allenata all’attrezzo per migliorare le mie prestazioni e resistenza e nel periodo di maggiore attività live pratico anche col canto. Sono stata fortunata nel trovare persone che mi permettessero di “imporre” la mia voce nei loro spazi di allenamento!
La disciplina è essenziale per un progetto così ambizioso: le coreografie sono studiate al dettaglio per permettere un’emissione vocale sempre pulita, e l’esercizio e la ripetizione sono fondamentali per rendere fluidi i passaggi e quindi trasmettere senso di leggerezza nello spettatore. Il tessuto è un attrezzo “cattivo” che risente delle temperature, dell’usura, per non parlare del vento in esterna. Ogni volta devo avere sufficiente flessibilità per adattarmi allo stato del tessuto, quindi la mia preparazione di base deve essere molto solida.
Le coreografie sono studiate perchè io possa muovermi in maniera armonica e costruire figure (e cadute!) di grande impatto seguendo l’alternanza tra momenti strumentali e frasi cantate.
Ancora prima di montare sul tessuto, una delle fasi più importanti del progetto è la scelta dei brani. É importante che io abbia dei passaggi strumentali sufficientemente lunghi per poter trazionare e salire, e poi che abbia momenti di sfogo vocale in linea con le mie capacità e lo stile del progetto. Le coreografie sono studiate con esattezza perchè io abbia pose “stabili” durante la fase di emissione vocale.
In fase di montaggio coreografico alcuni passaggi - che normalmente troverei riposanti - possono risultare molto affaticanti o addirittura impedire una respirazione fluida. Questo processo di costruzione richiede un grosso fare e disfare; una volta confermata la coreografia mi impegno ad adattare al mio corpo tutti i passaggi per assicurare coerenza vocale per tutta la durante del brano.
Il sacrificio fa parte della vita di chi sceglie l’arte come mezzo per vivere. Ho sempre fatto i salti mortali per poter esprimere al meglio ogni lato della mia espressività; ho studiato e praticato tanto. Mi sono messa in gioco in tanti campi. Per 7 anni a Londra ho incastrato due lavori, yoga, recitazione, canto musical, pratiche olistiche, lezioni di danza, produzioni inedite, promozione e concerti live. Poi tornata in Italia mi sono re-inserita in un panorama musicale che trovavo molto cambiato.
Lavorare nell’intrattenimento non ti permette di fermarti mai; si vive in continuo fermento ed evoluzione e Canto Aereo rappresenta una svolta per me, un’affermazione artistica che mi dà orgoglio e mi sfida quotidianamente. Avevo voglia di un progetto che tornasse a farmi sentire un brivido lungo la schiena, e tutto l’impegno e investimento che richiede è ripagato nella messa in scena.
C’è tanto stupore, come se sentissi in maniera palpabile il fiato sospeso delle persone.
Probabilmente uno degli aspetti che differenzia Canto Aereo da una normale performance aerea è il contatto visivo che si crea nei momenti canori; se da un lato mi piace vivere la coreografia come un dialogo che ho col tessuto, quando canto ho bisogno di ritrovare quella connessione col pubblico che sono abituata ad avere quando canto normalmente. Ecco, in quel momento, il fatto che io sia in aria contribuisce a uno scambio molto diverso, che va aldilà delle parole e delle note che eseguo. E quando poi la frase cantata termina mi sembra di sentire il pubblico che riprende fiato e torna a volare insieme a me.
Il Canto Aereo rappresenta un grande sfogo espressivo per me, un progetto distintivo nel mio lavoro come cantante. Non esistono altre repliche di questo progetto: nasce da un’idea che onestamente non sapevo se sarebbe stata realizzabile perchè non trovavo nessun esempio online che mi mostrasse i vari tecnicismi necessari.
Questa unicità mi fa sentire libera di poter sperimentare e offrire ciò che più mi rappresenta.
Sono veramente fiera delle scelte musicali, coreografiche e consumistiche fatte finora: trovo che lo spettacolo sia molto versatile. In fondo la voglia di stupore e meraviglia appartiene a ognuno di noi, qualsiasi sia la nostra età, genere e ruolo sociale.
Laddove c’è la richiesta io mi sento a mio agio; anche in contesti apparentemente non fluidi, mi fido della visione di chi mi ha voluto lì in quella veste e non vedo l’ora di contribuire al mio meglio.
Sicuramente ho una preferenza per i palchi centrali e circolari, dove ho modo di non perdere mai il contatto col pubblico. Rispetto a un teatro, dove il fronte mi richiede un continuo adattamento per non perdere “di vista” il pubblico, nei setting circolari non perdo mai il contatto con gli sguardi e mi fa sentire e libera nei movimenti.
Il canto è l’amore della mia vita.
Parallelamente alle attività artistiche mi dedico all’insegnamento e amo conoscere le diverse motivazioni che spingono persone di tutte le età ed estrazioni sociali a intraprendere e portare avanti con impegno un percorso di conoscenza vocale. Consiglierei di avvicinarsi al canto col cuore, prima che col corpo. La voce è espressione di ciò che siamo dentro, è lo snodo tra ciò che pensiamo e proviamo, e ciò che decidiamo di condividere. Il canto puo’ essere un potente ponte risanatorio. Cantare fa vibrare tutto il corpo.
La danza aerea invece è una sfida bellissima che insegna l’equilibrio tra la forza e il rilascio, il comando e l’abbandono. Insegna ad adattarsi a un attrezzo che ha una vita propria, ad ascoltare il proprio corpo e a vivere lo spazio in una tridimensionalità a cui non siamo abituati. A chi inizia questa disciplina consiglierei di non dimenticarsi di danzare sul tessuto; aerea non significa solo figure e cadute, ma movimento.
Meraviglia, magia, incanto.
Se vuoi scoprire altri professionisti e artisti del mondo degli eventi, continua a leggere la nostra rubrica Quattro chiacchiere con…
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