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Quattro chiacchiere con...

Sushi Dreams: tra Oriente e Mediterraneo negli eventi

Sushi Dreams nasce dall’incontro tra tecnica, viaggio e visione. Dietro il progetto c’è Chef Zaira Guccione, professionista dal percorso internazionale che unisce rigore piemontese, sensibilità mediterranea e precisione giapponese.

Dalla Francia alla Spagna, da Londra alle Isole Canarie, fino alla Puglia, il suo cammino professionale ha attraversato culture e tradizioni diverse, trasformando la cucina in uno spazio di contaminazione consapevole.

Oggi Sushi Dreams non è solo sushi, ma un progetto gastronomico completo che integra allestimenti, collaborazioni e una rete di professionisti capaci di costruire eventi su misura.

Abbiamo voluto approfondire la sua visione.

L'INTERVISTA.

Chef Zaira Guccione – Sushi Dreams Catering

Il tuo percorso professionale ti ha portata a vivere e lavorare in Paesi molto diversi tra loro, come Francia, Spagna e Inghilterra. Cosa ti ha spinto, all’inizio, a lasciare l’Italia e metterti in viaggio? È stata una scelta di ambizione, di curiosità o di necessità? E in che modo queste esperienze hanno trasformato la tua identità culinaria?

Mi ha spinto l’amore per il mondo, per le abitudini diverse e per modi di vivere differenti dal mio. È stata soprattutto una scelta di curiosità.

Mi sono riscoperta a Londra quando, all’età di 18 anni, lo chef executive del Meliá White House mi ha proposto di affiancare tre sushi chef giapponesi per imparare l’arte del sushi. Da lì mi si è aperto un mondo.

Ti sei avvicinata al sushi in un contesto internazionale. Dove hai imparato realmente la tecnica giapponese e chi sono stati i tuoi riferimenti o maestri in questo percorso?

Ho imparato da tre chef giapponesi. Oggi non ricordo più i loro nomi, ma erano tre sushi chef spettacolari, precisamente di Tokyo.

La Spagna sembra avere un ruolo importante nella tua formazione. Cosa ti affascina della cucina spagnola e in cosa senti che ti rappresenta maggiormente?

La Spagna la sento nell’anima, perché mio nonno, il papà di mia madre, era di Marbella, in Andalusia. Quando ho deciso di trasferirmi alle Isole Canarie, lì ho cominciato subito la mia esperienza come chef, iniziando dalla preparazione di paella, tapas e tutto ciò che riguarda la cucina spagnola.

Tra cucina italiana, spagnola e tecnica giapponese, c’è una cultura gastronomica che senti più vicina alla tua personalità? O preferisci il dialogo tra più identità?

Preferisco un mix tra più identità.

Nei tuoi menù proponi cucine molto diverse tra loro. Cosa rende unica la tua interpretazione di ognuna? Qual è il filo conduttore che lega tutte le tue proposte?

L’amore che ci metto nella preparazione, perché adoro creare. Non copiare, ma inventare.

Quando proponi, ad esempio, un menù spagnolo o un percorso sushi in un contesto italiano, in quali tipologie di evento lo vedi esprimersi al meglio?

In entrambi.

Sushi Dreams non è solo catering, ma un sistema di allestimenti e collaborazioni. Come hai costruito questa struttura che ti permette di gestire eventi in modo così completo?

Dopo il mio primo anno di attività mi sono detta: perché proporre solo catering sushi negli eventi, quando so fare anche preparazioni di cucina e posso far emergere la mia arte? Perché non creare un magazzino con materiale utile per proporre anche allestimenti?

Da lì è cominciato tutto. Oggi posso dire che realizzo catering e banqueting dal compleanno per 20 persone fino al matrimonio con 200 invitati.

Quanto conta per te la contaminazione tra culture diverse? È un processo spontaneo o studiato?

Conta moltissimo. Io sono e sarò sempre spontanea, nella vita come nel lavoro.

Quando progetti un evento, parti prima dall’idea culinaria o dall’atmosfera che si vuole creare?

Parto dall’atmosfera, poi dall’allestimento e infine dalla cucina.

Se dovessi raccontare Sushi Dreams non come servizio, ma come esperienza culturale, cosa diresti?

Sushi Dreams è un viaggio nella tradizione, più che una semplice tavola.  Non è solo un pranzo, non è solo una cena. È il profumo della domenica, quello che riempiva le case quando le famiglie si riunivano senza fretta.  

È il tempo che rallenta, le mani che impastano, le ricette tramandate sottovoce, senza mai essere scritte davvero.

Ogni piatto nasce da una storia: dalla terra, dalle stagioni, dai ricordi. Dalla semplicità che diventa eccellenza.

Qui non si viene solo per mangiare, ma per vivere un’esperienza autentica italiana, fatta di condivisione, convivialità e piccoli gesti che sanno di casa.

Perché il vero lusso oggi è sedersi a tavola e sentirsi parte di qualcosa.

Progetti come Sushi Dreams dimostrano come oggi il catering non sia più solo un servizio, ma una parte fondamentale dell’evento, capace di trasformare un momento in un’esperienza completa, tra gusto, estetica e coinvolgimento, sempre più centrale negli eventi aziendali e nelle nuove forme di esperienze evento.

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