Rossella De Cicco (Ritratti di Parole)
In un panorama eventi sempre più visivo e rumoroso, c’è chi ha scelto di lavorare con le parole. Rossella ha trasformato la scrittura in una performance dal vivo, portando nei matrimoni e negli eventi un gesto semplice, diretto, elegante e raffinato: scrivere per le persone, davanti a loro.
Il suo format – spesso definito Live Writing o “Ritratti di Parole” – si basa su un incontro breve e immediato. Durante l’evento si crea uno spazio dedicato in cui gli ospiti possono fermarsi qualche minuto accanto a lei. Dopo i convenevoli, Rossella inizia a scrivere, restituendo sul momento un testo letterario personalizzato, ispirato alla persona che ha davanti. Un testo pensato per lasciare un’impronta emotiva e toccare in modo personale chi lo riceve, trasformandosi in un ricordo significativo dell’esperienza vissuta. In alcuni casi, questi scritti vengono integrati come parte delle bomboniere o dei doni dell’evento o essere essi stessi il dono dell’evento.
In alcune versioni del format (presso auditorium con pubblico in platea oppure nei Team building) l’esperienza assume una dimensione interattiva: vengono distribuite a caso carte con parole e agli ospiti viene chiesto di leggere ciò che ricevono. È spesso in quel momento che si genera l’effetto sorpresa, quando il messaggio scritto trova una risonanza personale in chi lo legge.
Ma cosa c’è davvero dietro questo processo? Quanto conta la tecnica, quanto l’istinto? E come nasce l’idea di trasformare la scrittura in una presenza attiva all’interno di un evento?
Ne abbiamo parlato direttamente con lei.
L’intervista
Da dove nasce l’idea del Live Writing o dei “Ritratti di Parole”?
Nasce una decina di anni fa… prima scrivevo ispirandomi alle opere d’arte. Ho partecipato a parecchie mostre negli anni 2000 con svariati artisti: pittori, scultori, fotografi. Scrivevo cosa l’opera trasmetteva e le mostre erano in combinata opera + componimento. Un giorno ho pensato alle persone e mi sono detta: “se riesco a scrivere ispirandomi alle opere d’arte, lo posso fare anche ispirandomi alle persone!” da questa intuizione ho iniziato a chiedere dapprima ai miei amici se potessi scrivere loro un Ritratto. Era alquanto curioso, ma fin da subito vedevo un cambio di espressione nei loro occhi… e mi chiedevano al termine, di tenere quel pezzetto di carta. Ancora oggi ci sono persone che conservano il mio manoscritto da più di 10 anni! E pian piano, ho preso coraggio ed ho iniziato a scrivere a perfetti sconosciuti. Per me era importante capire se si potesse fare e si poteva. Ho iniziato poi a perfezionare l’offerta artistica, acquistando fogli A5 con grammatura alta, ho inciso il mio logo, ho registrato il marchio, insomma è diventata a tutti gli effetti una performance corredata dalla carta e dalla penna e da tutto il necessario.
È stata un’intuizione improvvisa o il risultato di un percorso personale e professionale?
È stata un’intuizione, in un percorso personale! Per oltre 25 anni è stato un hobby, mi occupavo di altro nella vita, lavoravo nel settore finanziario. In tutti questi anni che è stato un hobby, ho però avuto modo di sperimentare tanto e di provare a capire cosa potessi fare. Ho imparato che la vita ti dona i talenti, ma non il libretto di istruzioni. Io in questi anni ho imparato a scrivere e a leggere il mio libretto d’istruzioni.
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che poteva diventare una vera e propria performance per eventi?
Sì, ed è stato grazie ad una coppia di sposi, che mi hanno fortemente voluta al loro matrimonio. È stato il mio primo matrimonio! Erano talmente entusiasti di questa performance originale che fin da subito mi hanno detto che i miei scritti sarebbero stati anche la bomboniera per i loro ospiti al matrimonio. Ricordo ancora quel giorno, mi tremava la mano quando ho iniziato a scrivere i primi componimenti agli ospiti, pensavo alla responsabilità che avevo… invece è andato tutto bene, le persone erano commosse e grazie a questi sposi ho anche capito che il componimento poteva essere una bomboniera, un dono da lasciare. Spesso la vita ci sorprende!
Dopo quel primo matrimonio, anche grazie al passa parola ne sono arrivati altri e poi a seguire sono arrivati anche gli eventi aziendali ed altri eventi privati.
All’inizio hai avuto dubbi o timori?
All’inizio ho pensato che il fatto che era un’idea originale, potesse essere non apprezzata, fortunatamente mi sbagliavo.
Hai mai pensato che potesse essere frainteso?
Più che frainteso, le persone quando si siedono pensano che mi debbano raccontare qualcosa della loro vita… alcuni li vedo in imbarazzo, ma io li tranquillizzo subito: “non si preoccupi stia in silenzio” e inizio a scrivere. Mentre scrivo sento addosso lo sguardo curioso della persona che cerca di leggere alcune parole, non mi lascio condizionare e vado avanti fino al termine del componimento che poi leggo subito alla persona.
Quando scrivi per una persona dal vivo, da dove parti davvero?
Il componimento è ispirato alla persona, non ho un cliché ben definito, è un processo creativo che si forma in quell’istante…
Da un dettaglio, da un’impressione, da ciò che percepisci nell’incontro?
Le persone parlano senza parlare! E non è solo per il fatto della postura, oppure dei gesti del corpo, ci sono linguaggi più sottili, energetici che colgo.
Quanto c’è di tecnica e quanto di istinto nel tuo lavoro?
È 99,9 % istinto, l’0,1% è aver appreso il self control e l’esperienza. Ho scritto in situazioni tragicomiche... come, ad esempio, avere un amplificatore musicale con sottofondo di musica da discoteca praticamente nell’orecchio, oppure in un evento all’una di notte fuori in giardino (era estate) a lume di candela perché la coda delle persone che desideravano il ritratto non accennava a diminuire.
Come ti prepari prima di un evento importante?
Sono una persona organizzata, che ama che tutto sia in ordine e al suo posto. Mi preparo per tempo e amo arrivare in anticipo. Negli eventi, con l’organizzatore, che siano eventi aziendali o matrimoni o altri eventi, amo definire tutto anche il colore della penna (ho scoperto che ci sono persone che amano altri colori a parte il nero!).
Nei tuoi format interattivi utilizzi carte distribuite casualmente.
Sì, ma parliamo del format RITRATTI DI PAROLE performance spettacolo che si svolge davanti ad un pubblico seduto in platea. È una performance che ho portato in giro per l’Italia, nel 2024 e 2025 (per il 2026 è già stata definita la data del 28 marzo a Tarquinia e altre date sono in via di definizione) viene consegnato al pubblico in platea, prima dell’inizio, un biglietto chiuso a pergamena. Dentro al biglietto è scritta una parola.
Le copie dei biglietti sono sul palco accanto a me… ed io inizio ad estrarre un biglietto alla volta. Difficile raccontare a parole la magia che si crea. (ci sono dei video a testimonianza) Cala il silenzio ed il pubblico si sente coinvolto. Estraendo un biglietto, di fatto inizio ad interagire con la persona che ha quel biglietto… e “guarda caso” la parola consegnata “a caso” è una parola che risuona con quella persona! In quel momento, (ho sempre con me i fogli bianchi) inizio a scrivere seduta stante, un componimento ispirandomi a quella parola e quindi anche alla persona che ha quel biglietto. Dal palco, più di una volta ho visto le persone asciugarsi le lacrime.
E poi si prosegue non solo con i biglietti, ma anche con la scrittura davanti al pubblico lasciandomi ispirare dall’ambiente, dalla musica che mi accompagna. Nei miei spettacoli è sempre buona la prima! Non esiste programma e non esiste replica. Tutto si compone e termina lì.
In alcune occasioni, lo spettacolo dovrebbe durare un’ora, ho scritto ed interagito con il pubblico per oltre 2 ore. Scherzando dico spesso che nei miei spettacoli, le persone si incollano alla sedia! Questo spettacolo è adatto per piccoli auditorium, team building.
Secondo te perché molte persone sentono che il messaggio ricevuto le rappresenti profondamente?
Non so rispondere, dovremmo chiedere “al caso” che assiste tutte le volte e permette tutto ciò. Spesso io non so neanche come si chiamano le persone.
In eventi con molti ospiti, come riesci a mantenere qualità e autenticità in ogni testo?
I testi sono diversi perché le persone sono diverse! Il ritratto è cucito addosso alla persona.
Cosa NON è Live Writing?
Non è una forma di divinazione. Non si basa su predizioni o letture esoteriche, sulla capacità di trasformare un incontro in parole autentiche.
Cosa è importante che le persone non confondano con il tuo lavoro?
Il ritratto di parole è una performance artistica, non confondibile con altro.
Recentemente ho avuto anche “la critica” della storica dell’arte Dott.ssa Elisabetta La Rosa. Per me è stato un onore ed un grande riconoscimento del mio modo di fare arte.
C’è un episodio, un momento o una storia vissuta durante un evento che ti è rimasto particolarmente nel cuore e che ti andrebbe di raccontarci?
Tanti sono gli episodi che mi sono capitati, (ci sarebbe da scrivere un libro) alcuni divertenti, altri commoventi, insomma un po' di tutto.
Ricordo una volta una signora molto severa nei modi, molto sulle sue. Si sedette difronte a me, era distaccata, scettica, fredda nei suoi modi comunque garbati.
Mi presentai a lei: “Piacere mi chiamo Rossella benvenuta”, ricambiò il mio gesto cortese più per educazione che per altro. Mi chiese se dovesse dirmi qualcosa… le risposi di no, di rimanere in silenzio ed iniziai a scrivere. Dopo un paio di minuti, terminai. Posai la penna e le dissi: “perdoni se ora mi rivolgerò a lei con il “tu”, ma quando scrivo, scrivo in seconda persona”, ed iniziai a leggerle il testo….
Terminata la lettura, alzai lo sguardo e la guardai incuriosita. Le si stampò un sorriso da orecchio ad orecchio, le sorridevano anche gli occhi, la freddezza e la lontananza di prima erano svaniti senza lasciare traccia e mi disse solo due parole: “posso abbracciarti?” e si protese verso di me con le braccia aperte. Avevo fatto centro! Mi si sciolse il cuore e mi commossi anche io. Dopo qualche minuto si riprese e mi disse: “non so come tu abbia fatto, queste parole mi risuonano tutte, sono io! Mi hai emozionata, posso tenerlo?” mi chiese guardandomi dritto negli occhi con una dolcezza infinita. “certamente! è il tuo ritratto!” risposi felice.
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